Translate

giovedì 19 aprile 2012

Diario della crisi in un giorno d'aprile

Nel black out informativo, teso a evitare situazioni che potrebbero accelerare irreversibilmente la dissoluzione dell’euro, occorre orientarsi singolarmente tenendo gli occhi bene aperti sulla realtà finanziaria attuale per non rischiare di essere colti impreparati dagli eventi.
Come anticipato nel post del 15 aprile c.m., i mercati hanno ieri registrato la difficile situazione dei comparti bancari spagnolo e italiano.
Spagna e Italia procedono, ricalcando il solco già tracciato dalla Grecia verso il default, intrinsecamente contenuto nelle regole assai poco lungimiranti di una moneta unica divenuta causa di squilibri strutturali profondi, che comportano il prosciugamento di liquidità dei Paesi periferici a favore della zona centrale dell’eurozona.
Squilibri ulteriormente aggravati dalle politiche di forte inasprimento fiscale e di austerità imposte dai Governi nel vano tentativo di salvare una permanenza all’interno di un euro la cui disintegrazione è in parte scontata dai mercati, che determinano una drastica contrazione economica in misura ben maggiore di quella delle previsioni. 

Sono a livelli record le sofferenze sui mutui di un Paese che negli anni di crescita tutto aveva puntato sull’immobiliare, settore che contribuiva per quasi a un terzo al Pil nazionale. A ciò vanno aggiunti i deficit delle regioni spagnole anch’essi a livelli record.
Non è molto diversa la situazione delle banche italiane. Solo nel febbraio scorso, a causa della recessione, sono cresciute a circa 107 miliardi le sofferenze sui prestiti bancari, del 16% in un anno.
I mercati stanno giocando al gatto col topo nella loro scommessa contro l’euro. Sono per il momento calmierati dalla consapevolezza che il rischio immediato di crisi sistemica, potrebbe essere momentaneamente scongiurato grazie a potenti iniezioni di liquidità da parte delle banche centrali determinate a evitarlo a ridosso delle elezioni presidenziali francesi e a pochi mesi da quelle americane.
                                                                                                 Enzo Picard

Nessun commento:

Posta un commento